IDROKINESITERAPIA – FORMAZIONE CON IL METODO A.S.P.

RIABILITAZIONE IN ACQUA

IL METODO A.S.P COME STRUMENTO RIABILITATIVO

Presso la Clinica Privata Eugenio Gruppioni vengono svolti corsi di formazione ECM con Il Metodo ASP (Approccio Sequenziale Propedeutico), il progetto nasce dalla necessità di dare alla riabilitazione in acqua una giusta e pari dignità e considerazione, in termini di concretezza ed efficacia, rispetto alle più note ed usate modalità riabilitative. La semplicità, la logica, il richiamo ai principali principi neuromotori, insieme alla conoscenza specifica delle leggi fisiche dei corpi in immersione, sono alla base di questo metodo. Lo scopo è fornire ai fisioterapisti uno strumento di consultazione basato su una logica sequenza di azioni e procedure che, insieme ad una necessaria formazione pratica.

 

Il metodo ASP tiene conto principalmente delle proprietà fisiche dell’acqua e della situazione morfofunzionale del soggetto; importante per pianificare il lavoro in acqua, è la valutazione funzionale del paziente a terra al fine di individuare l’area d’intervento tenendo conto che l’obiettivo dell’Idrokinesiterapia è la riconquista dell’ambiente gravitario con una diversa condizione di funzionalità, postura, rilassamento e benessere. Il metodo A.S.P. mette in relazione le proprietà fisiche dell’acqua con i principi neuromotori della rieducazione e neurofisiologici delle patologie con lo scopo di facilitare i processi di apprendimento di nuove capacità del paziente in un ambiente microgravitario per poi trasferirle a terra.

La sequenzialità di questo approccio è permesso dalla possibilità di aumentare o diminuire le difficoltà degli esercizi variando alcuni parametri:

  • Uso degli ausili: sono elementi galleggianti che secondo l’utilizzo che se ne fa possono agire dando sostegno, resistenza o risultare un ostacolo, stabilizzando o destabilizzando l’equilibrio. Possono essere a volume variabile o non.
  • Volume degli ausili: la variazione di volume è relazionata all’obiettivo che ci si propone. Nel caso di una ciambella, risulterà facilitante se sgonfiata e più destabilizzante se gonfiata poiché porterà all’aumento della spinta idrostatica.
  • Livello dell’acqua: più è alto il livello, più è alta la difficoltà.
  • Superficie: una maggiore superficie aumenta la stabilità, diminuendola, la posizione diventerà più instabile.
  • Volume polmonare: il volume respiratorio dell’uomo è incomprimibile, con l’ispirazione il corpo del paziente emergerà, con l’espirazione si immergerà, caratteristica sfruttabile negli esercizi quando si sarà acquistata una migliore acquaticità.
  • Velocità di esecuzione del movimento: un movimento più lento è più controllato, facile da interiorizzare e apprendere ma più difficile da controllare, uno più veloce richiede uno sforzo maggiore poiché aumenta la resistenza idrodinamica e la turbolenza dell’acqua ma necessità di un minor controllo.
  • Peso: può variare il rapporto di galleggiamento tra le parti immerse e non.
  • Presenza di punti fissi: sostengono il paziente, sono utili soprattutto all’inizio del trattamento per far acquisire sicurezza nell’ambiente e man mano diminuiti ed eliminati.

Variando questi parametri quindi si può eseguire un percorso riabilitativo di difficoltà sempre crescente. Fondamentale però è soffermarsi sull’ambientamento che è considerato parte integrante del trattamento, grazie al quale i risultati saranno sicuramente migliori con il paziente sicuro e in confidenza con l’ambiente in cui si trova. Il tutto poi ha un risvolto anche sociale, poiché il percorso riabilitativo ha lo scopo di rendere autonomo il paziente nell’ambiente acqua, autonomia che potrà essere sfruttata, poi, anche fuori dal contesto riabilitativo.

Idrokinesiterapia ANIK - Ospedale Eugenio Gruppioni

 

 

Categoria:
RIABILITAZIONE

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